L’indice che misura la corruzione nel mondo

Transparency International ha pubblicato l’indice di corruzione percepita 2009. Nuova Zelanda, Danimarca e Singapore sono i paesi meno corrotti. L’Italia? Solo 63esima.

Transparency International

Il quadro che esce dall’indice della corruzione percepita del 2009 pubblicato da Transparency International ha molte ombre e poco luci. Nessuna regione del mondo può sentirsi immune dalla corruzione. I paesi che più ne soffrono- Somalia, Afghanistan, Birmania, Sudan Iraq, Chad- sono anche quelli coinvolti in conflitti senza fine che  hanno stremato le popolazioni locali e distrutto le rispettive strutture di governo.

Secondo Huguette Labelle, Chairman di Transparency International:

“Stemming corruption requires strong oversight by parliaments, a well performing judiciary, independent and properly resourced audit and anti-corruption agencies, vigorous law enforcement, transparency in public budgets, revenue and aid flows, as well as space for independent media and a vibrant civil society,”

A vedere i risultati, sembrerebbe che la maggior parte dei paesi del pianeta sia ben lontana dal soddisfare i requisiti invocati da Labelle. Infatti, solo 32 paesi su 180 raggiungono la sufficienza (la votazione va da 0 a 10). Un dato veramente impressionante che conferma l’universalità del fenomeno.

I paesi più virtuosi con voti superiori al nove sono Nuova Zelanda, Danimarca, Singapore, Svezia e Svizzera. Il voto è un premio alla stabilità politica, la solidità delle istituzioni pubbliche e le norme che regolano il conflitto di interesse di questi paesi.

In particolare, la Nuova Zelanda si conferma un paese dal brand a tutto tondo in grado di  posizionarsi nei primissimi posti di altri due prestigiosi indici: il Country Branding Index (quarta posizione) e il Doing Business Report di World Bank (seconda posizione).

L’Italia è alla posizione 63 con il voto di 4.3. Un’insufficienza chiara che meriterebbe di essere analizzata in profondità. Il nostro paese è molto indietro anche rispetto a paesi di riferimento come Gran Bretagna, Francia e Germania.

Di seguito un estratto della classifica.

1. Nuova Zelanda: 9.4

2. Danimarca: 9.3

3. Singapore e Svezia: 9.2

5. Svizzera: 9.0

6. Finlandia e Olanda: 8.9

8. Australia, Canada e Islanda: 8.7

14. Germania: 8.0

17. Regno Unito: 7.7

24. Francia: 6.9

32. Spagna: 6.1

61. Cuba e Turchia: 4.4

63. Italia e Arabia Saudita: 4.3

65. Tunisia: 4.2

La corruzione è uno dei principali temi da affrontare nel formulare strategie di country branding. Come sostiene Simon Anholt, l’unico modo certo che i paesi hanno di migliorare la propria immagine è di cambiare il modo in cui agiscono. Il focus deve spostarsi dal dire- promozione, marketing, pubblicità- al fare. E’ essenziale identificare dove la corruzione blocca le pratiche di buon governo, sostiene Hughette Labelle, per fermarne il circolo vizioso. In questi tempi di finanziamenti pubblici all’industria privata e iniziative economiche volte allo sviluppo di regioni svantaggiate nessun paese può permettersi di sperperare risorse per mal costumi locali.

Le attività di Transparency International possono essere seguite sul sito ufficiale, così come su Twitter e Facebook.

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